{"id":21393,"date":"2020-05-05T15:37:52","date_gmt":"2020-05-05T14:37:52","guid":{"rendered":"https:\/\/bonaveri.com\/?p=21393"},"modified":"2020-05-07T07:01:54","modified_gmt":"2020-05-07T06:01:54","slug":"making-the-impossible-possible","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bonaveri.com\/it\/publicate\/making-the-impossible-possible\/","title":{"rendered":"Making The Impossible Possible"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 il caso della collaborazione e della personale sintonia che rintracciamo nel rapporto tra Andrea Bonaveri ed Emma Davidge; CEO della Bonaveri il primo, Creative Director di Chameleon Visual la seconda.<\/p>\n\n\n\n<p>Cresciuto nel mondo dei manichini, figlio d\u2019arte, imprenditore a sua volta, Andrea ha saputo imprimere alla storia dell\u2019azienda di cui porta il nome una crescita che non si riassume solo nelle dimensioni, ma soprattutto nella ricchezza di qualit\u00e0 estetica e manifatturiera dei busti e manichini.<\/p>\n\n\n\n<p>Londinese, la Davidge comincia prestissimo a lavorare nel settore del visual display, fin da quando, ancora giovanissima, applica la propria sensibilit\u00e0 estetica lavorando nell\u2019allestimento delle vetrine dei negozi. Un\u2019esperienza che diventer\u00e0 una professione, con la creazione di Chameleon Visual, una societ\u00e0 di consulenza che negli anni ha sviluppato collaborazioni con il gotha del mondo della moda.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso degli ultimi vent\u2019anni, Chameleon ha realizzato progetti unici per alcuni dei maggiori fashion brand del lusso; un lista di nomi illustri per i quali la creativit\u00e0 di Emma ha dato vita a vetrine, pop-up stores, allestimenti di eventi, sfilate e mostre spettacolari, nella costante ricerca di nuove esperienze creative.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato proprio grazie a questi progetti che la strada della Davidge ha incrociato quella di Bonaveri. Un incontro che era segnato nel destino, essendo entrambi impegnati a dare visioni e materia ai bisogni dell\u2019industria della moda.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che \u00e8 cominciato come una semplice conoscenza professionale, con Bonaveri a fornire manichini per i marchi di cui la Davidge progettava le vetrine, si \u00e8 via via strutturato con una caratteristica costante: ogni volta che Emma lavorava a un progetto di particolare complessit\u00e0, nel quale la fantasia disegnava forme, strutture, posizioni, effetti scenici inediti, nel valutare la fattibilit\u00e0 di quelle forme e composizioni di corpi non restava che rivolgersi a Bonaveri.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 nato cos\u00ec, come modo di dire giocoso, quel <strong><em>making the impossible possible<\/em><\/strong>. Quelle visioni impossibili che Emma progettava per raccontare al pubblico il DNA e i progetti dei brand di moda riuscivano a diventare realt\u00e0 solo nell\u2019atelier di scultura, nella sartoria, nella manifattura della Bonaveri.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 se da una parte c\u2019era una art director visionaria a spingere la fantasia oltre gli schemi del consueto, dall\u2019altra troviamo in Andrea un imprenditore affascinato dalle sfide, appassionato da tutto quanto \u00e8 capace di spostare in avanti il limite tra ordinario e straordinario.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"1440\" src=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-9.jpg\" alt=\"Andrea Bonaveri &amp; Emma Davidge pose alongside the new Obsession Mannequins\" class=\"wp-image-21388\" srcset=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-9.jpg 900w, https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-9-188x300.jpg 188w, https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-9-640x1024.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Come vi siete conosciuti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma Davidge. <\/strong>Avevamo realizzato alcuni progetti per Louis Vuitton per i quali necessitavamo di alcuni manichini con atteggiamenti da acrobata; avevamo due campagne vetrine, che erano \u201cCircus\u201d e \u201cEPI Magic\u201d. \u00c8 stata la prima volta che sono venuta a far visita alla fabbrica. A quel tempo lavoravo come consulente per le vetrine LV. Quando mi \u00e8 stato affidato il compito di curare il progetto della mostra LV al Louvre, avevo bisogno di un manichino ad hoc e non ricordo perch\u00e9, ma ho scelto di utilizzare dei manichini articolati. Sto cercando di ricordare perch\u00e9 li ho scelti&#8230; ah! perch\u00e9 stavo cercando cos\u00ec tante pose per mettere in scena racconti diversi che piuttosto che realizzare venti manichini su misura, ne ho scelto uno articolato per la sua versatilit\u00e0. E tutto \u00e8 partito da una bambolina articolata. Quindi sono venuta qui e ho mostrato ad Andrea il progetto e [guardando Andrea] la tua reazione \u00e8 stata del tipo \u201cforte!\u201d. Ti ricordi?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea<\/strong> <strong>Bonaveri<\/strong>. No!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma<\/strong>. Non ti ricordi quando sono venuta da te?!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea<\/strong>. Mi ricordo quando sei venuta ma non ricordo la mia reazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma.<\/strong> Eri terrorizzato, credimi. Soprattutto quando ti ho parlato della scadenza. Il fatto era che quel manichino non esisteva. Nessuno l\u2019aveva mai realizzato. Tutto partiva da una bambolina che andava tradotta in una figura dalle dimensioni reali e bisognava campire come farlo, come potergli far assumere le pose che volevo, come poterlo tenere in quelle posizioni senza che cadesse. &nbsp;Come potevamo cambiare le teste\u2026 e alla fine abbiamo optato per realizzare due versioni: una totalmente articolata e una con finte gambe articolate perch\u00e9 era impossibile tenere in piedi un manichino totalmente articolato. Era troppo pesante.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo manichino doveva ricevere molti differenti tipi di teste realizzate a Londra dal mio scultore: c\u2019erano teste di animali, a forma di nuvola di fumo, di pallone o di strobosfera. Insomma tante differenti teste stravaganti. E poi si trattava di far collaborare tante persone diverse e Marco (Marco Furlani, lo scultore della Bonaveri, vedete l\u2019articolo dedicata all\u2019atelier di scultura, <em>editor\u2019s note<\/em>) venne a Parigi per aiutarci ad installare i manichini perch\u00e9 era qualcosa di nuovo che nessuno di noi sapeva assemblare!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E che anno era?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea.<\/strong> 2012.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma<\/strong>. Sono felice che te lo ricordi [sorride].<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E questo progetto \u00e8 stato la sfida pi\u00f9 grande?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea.<\/strong> Anche le vetrine erano abbastanza difficili da realizzare perch\u00e9 ogni manichino era originale ed esclusivo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E poi hai chiesto ad Emma di collaborare ad altri progetti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea<\/strong>. Beh, credo di poter dire che in quei momenti \u00e8 nata un\u2019amicizia e da allora abbiamo cominciato a collaborare ad altri progetti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma<\/strong>. Poi abbiamo realizzato il manichino Speedy, quello con il bauletto LV al posto della testa. L\u2019abbiamo fatto quando Louis Vuitton apr\u00ec il negozio in Bond Street a Londra ed erano per la mostra itinerante di Katie Grand.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea<\/strong>.&nbsp; E poi per Bally abbiamo fatto i manichini su tre modelli di bicicletta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma. <\/strong>&nbsp;Mi ero dimenticata di quelli! Erano dei manichini personalizzati che simulavano una persona in bicicletta ed erano per la presentazione della collezione di Bally. E poi, piano piano, si sono aggiunti altri progetti. &nbsp;Abbiamo fatto le gambe per Fendi che salivano e scendevano le scale e molti altri, ma tutti realizzati su misura. Andrea \u00e8 la persona migliore al mondo con la quale lavorare perch\u00e9 riesce a fare praticamente tutto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\" data-amp-lightbox=\"true\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"1440\" src=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-7.jpg\" alt=\"\" data-id=\"21384\" data-full-url=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-7.jpg\" data-link=\"https:\/\/bonaveri.com\/it\/making-the-impossible-possible-7-2\/\" class=\"wp-image-21384\" srcset=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-7.jpg 900w, https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-7-188x300.jpg 188w, https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-7-640x1024.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"1440\" src=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-6.jpg\" alt=\"\" data-id=\"21382\" data-full-url=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-6.jpg\" data-link=\"https:\/\/bonaveri.com\/it\/making-the-impossible-possible-6-2\/\" class=\"wp-image-21382\" srcset=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-6.jpg 900w, https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-6-188x300.jpg 188w, https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-6-640x1024.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"1440\" src=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-4.jpg\" alt=\"\" data-id=\"21378\" data-full-url=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-4.jpg\" data-link=\"https:\/\/bonaveri.com\/it\/making-the-impossible-possible-4-2\/\" class=\"wp-image-21378\" srcset=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-4.jpg 900w, https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-4-188x300.jpg 188w, https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-4-640x1024.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"1440\" src=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-2.jpg\" alt=\"\" data-id=\"21374\" data-full-url=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-2.jpg\" data-link=\"https:\/\/bonaveri.com\/it\/making-the-impossible-possible-2-2\/\" class=\"wp-image-21374\" srcset=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-2.jpg 900w, https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-2-188x300.jpg 188w, https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-2-640x1024.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><figcaption class=\"blocks-gallery-caption\">Bonaveri Mannequins for Louis Vuitton. Images courtesy of Louis Vuitton<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Andrea<\/strong>. Non esagerare! E\u2019 lei la migliore al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea, perch\u00e9 lo dici?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea<\/strong>. Non lo so. Davvero, non lo so. Quando lei disegna un progetto, \u00e8 veramente unico. Non parlo solo di quelli che crea per noi ma anche tutti quelli che fa per i brand di moda.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In che senso sono unici?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea<\/strong>. Unico per me significa \u201ctutto\u201d! Ogni volta che mi presenta un progetto mi chiedo come faccia, come possa essere cos\u00ec creativa e avere quelle idee.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E quindi, come fai?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma<\/strong>. Non lo so! Ti dico come lavoro. Io sono una visual storyteller e il mio lavoro \u00e8 di dare vita a storie che diano emozioni a grandi e bambini. Non importa che lingua parlino o in che parte del mondo siano, l\u2019importante \u00e8 che possano capire la storia che sto raccontando.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 come essere un attore silenzioso sul palco. Ecco come la vedo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E anche il manichino \u00e8 un attore silenzioso sul palco.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma.<\/strong> S\u00ec, lo \u00e8. I manichini raccontano tutta la storia cos\u00ec chiunque, indipendentemente dalla lingua, dalla cultura o et\u00e0 pu\u00f2 guardarli e dar vita alle proprie fantasie perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec che, da piccola, mi sono appassionata al mondo della vetrina.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei week-end ero solita rimanere fuori dai negozi con mio pap\u00e0, con la faccia attaccata contro il vetro, mentre mia mamma era in negozio a fare acquisti, e inventavo racconti nella mia testa su dove stesse andando il manichino, cosa volesse indossare. Erano le mie fantasie di bambina. Ed \u00e8 cos\u00ec che ancora lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Poi hai frequentato una scuola per visual?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma.<\/strong> No! Ho lasciato la scuola quando avevo 16 anni e ho ottenuto il mio primo lavoro con Joan Burstein nel negozio Browns. Mi ha insegnato tutto per tre anni e poi il resto \u00e8 storia. Praticamente sono sempre stata a contatto con il lusso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Browns \u00e8 sempre stata molto avanti coi tempi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma. <\/strong>Joan Burstein ha ideato il primo negozio multi-brand, come prima nessuno aveva fatto. Ho avuto la fortuna di lavorare con lei. Sono grata di averla avuta come insegnante.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E dopo Browns? Eri molto giovane, non avevi ancora 20 anni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma. <\/strong>Ne avevo 16. Dopo Browns sono andata da Selfridges e ho imparato a conoscere il mondo display dei department store, per quasi tre anni, e poi mi sono trasferita in Italia dove avevamo molti clienti multi-brand come Romeo Gigli, Genny, Moschino\u2026Ero una freelancer e allestivo le loro vetrine. Il resto del tempo viaggiavo in Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi sono tornata a Londra\u2026e cosa ho fatto? [Pensa] Ah, ho lavorato per Jigsaw in qualit\u00e0 di assistente del direttore creativo e poi, un giorno, ho sentito che era arrivato il momento di aprire la mia attivit\u00e0. Cos\u00ec ho fondato Chameleon Visual nel 2004.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E hai cominciato a collaborare con grandi nomi come Louis Vitton, Fendi \u2026e poi \u00e8 arrivato anche la Bonaveri.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma. <\/strong>La Bonaveri \u00e8 sempre stata parte del gioco perch\u00e9 ho sempre usato manichini Rootstein e Bonaveri durante la mia carriera. Rootstein e Schl\u00e4ppi mi davano soddisfazione quando li vestivo. E\u2019 cos\u00ec, punto e basta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E adesso hai creato alcune collezioni Schl\u00e4ppi e stai collaborando al nuovo manichino Twiggy. Come \u00e8 arrivata Twiggy?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma. <\/strong>Andrea e io ne parlammo quattro o cinque anni fa, un sera durante un viaggio in macchina verso Ferrara, di ritorno dallo showroom di Milano. Dissi ad Andrea: \u201cDovresti comprare la Rootstein!\u201d. Fu un viaggio di due, tre ore e parlammo a lungo della Rootstein ma allora la cosa fin\u00ec l\u00ec. Qualche anno dopo, un giorno Andrea mi disse \u201cAh! Ho delle news!\u201d. E s\u00ec, era in trattativa per acquistare la Rootstein e ne fui molto contenta. Con Twiggy, ho curato lo styling mentre Andrea ha fatto tutto il resto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\" data-amp-lightbox=\"true\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"1440\" src=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-1.jpg\" alt=\"\" data-id=\"21372\" data-full-url=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-1.jpg\" data-link=\"https:\/\/bonaveri.com\/it\/making-the-impossible-possible-1-2\/\" class=\"wp-image-21372\" srcset=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-1.jpg 900w, https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-1-188x300.jpg 188w, https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-1-640x1024.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"1440\" src=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-5.jpg\" alt=\"\" data-id=\"21380\" data-full-url=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-5.jpg\" data-link=\"https:\/\/bonaveri.com\/it\/making-the-impossible-possible-5-2\/\" class=\"wp-image-21380\" srcset=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-5.jpg 900w, https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-5-188x300.jpg 188w, https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-5-640x1024.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><figcaption class=\"blocks-gallery-caption\">Schl\u00e4ppi Aloof female mannequins<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Per Bonaveri hai ideato Aloof, la collezione Tribe e Obsession che verr\u00e0 lanciata in questi giorni. Cosa mi dici di quest\u2019ultima? <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma. <\/strong>Schl\u00e4ppi ha un DNA inconfondibile e adoro una delle primissime creazioni che ho soprannominato \u201cthe Monkey\u201d perch\u00e9 gli atteggiamenti mi ricordano quelli della scimmia. C\u2019\u00e8 una tale bellezza ed eleganza nelle sue forme, le dita e gli arti allungati, il collo affusolato\u2026\u00e8 splendida.&nbsp; E quando scavi nei pezzi di archivio, gli stampi, i volti, gli arti sono cos\u00ec atipici e goffi da essere unici e attraenti. Quando ho guardato i manichini originali Schl\u00e4ppi volevo davvero rivisitarli in chiave moderna e creare figure con la giusta altezza, la giusta dimensione ma conservando quella bellezza imbarazzante chi li contraddistingue &#8230; volevo creare qualcosa che la gente desiderasse comprare e senza tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando abbiamo creato Aloof mi sono ispirata agli anni &#8217;40 e &#8217;50 e poi con Obsession siamo passati agli anni &#8217;70 e tutto girava attorno a Pat Cleveland, Jerry Hall, Grace Jones e Diana Ross. Pat Cleveland, ad esempio, \u00e8 stata una delle prime top model, il volto di tutti i brand di New York da Halston a seguire. Ho visto l\u2019epoca di Studio 54, quando le ritrovavi insieme e le vedevi ballare &#8211; e le vedevi roteare e volteggiare sulla pista da ballo &#8211; \u00e8 da l\u00ec che provengono tutti i movimenti e gli atteggiamenti degli anni &#8217;70. L\u00ec ho trovato l&#8217;ispirazione per creare degli Schl\u00e4ppi senza tempo. Quando unisci atteggiamenti apparentemente sgraziati con linee in movimento ottieni qualcosa di veramente bello.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Senza tempo hai detto, in un settore che \u00e8 l&#8217;opposto per definizione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma<\/strong>. Sai, il manichino \u00e8 l&#8217;attore. La vetrina in un negozio di moda cambia ogni due settimane\u2026ma il manichino deve essere senza tempo, nel senso che voglio che, chi tra cent\u2019anni visiter\u00e0 gli archivi e vedr\u00e0 le nostre creazioni, provi la stessa eccitazione che ho io quando guardo i primi manichini Schl\u00e4ppi. Mi piace pensare che, in una prospettiva futura, qualcuno porti avanti l\u2019eredit\u00e0 di Schl\u00e4ppi. Tornando alle collezioni che io e Andrea abbiamo creato, vorrei che la gente potesse dire: \u201cWow, fantastico!\u201d. Siamo nel 2020\u2026 quanti anni ha adesso Schl\u00e4ppi?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea<\/strong>. Schl\u00e4ppi risale al 1970.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma<\/strong>. Per cui ha circa 50 anni. La guardi ed \u00e8 ancora in vetrina, \u00e8 ancora l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea<\/strong>. I manichini Schl\u00e4ppi sono iconici. Schl\u00e4ppi rappresenta \u201cIl manichino&#8221;. Nessun altro \u00e8 cos\u00ec famoso, cos\u00ec riuscito e unico. Guarda lo Schl\u00e4ppi 2200 per esempio, \u00e8 l&#8217;unico al mondo.<br>Tornando alla nuova collezione Obsession, vorrei aggiungere una nota in merito alle pose: tutti i manichini in vetrina attualmente sono dritti come soldati, con gambe dritte e braccia dritte, ma tu [guardando Emma] ora hai disegnato un manichino completamente diverso. E mi piace l&#8217;idea di cambiare, dettando un nuovo trend.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\" data-amp-lightbox=\"true\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"1440\" src=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-3.jpg\" alt=\"\" data-id=\"21376\" data-full-url=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-3.jpg\" data-link=\"https:\/\/bonaveri.com\/it\/making-the-impossible-possible-3-2\/\" class=\"wp-image-21376\" srcset=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-3.jpg 900w, https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-3-188x300.jpg 188w, https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-3-640x1024.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"1440\" src=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-8.jpg\" alt=\"\" data-id=\"21386\" data-full-url=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-8.jpg\" data-link=\"https:\/\/bonaveri.com\/it\/making-the-impossible-possible-8-2\/\" class=\"wp-image-21386\" srcset=\"https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-8.jpg 900w, https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-8-188x300.jpg 188w, https:\/\/bonaveri.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Making-The-Impossible-Possible-8-640x1024.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Questo infatti \u00e8 Obsession, che danza sulla pista da ballo. Entrambi vi state assumendo un nuovo rischio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea<\/strong>. Si tratta sempre di rischio. Quando abbiamo iniziato a progettare Aloof, il mercato era completamente diverso, nessuno aveva mai realizzato un manichino come questo prima.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma<\/strong>. Con Aloof sono stata ossessionata dall\u2019idea dei gemelli. Come visual, l&#8217;unica cosa che mi ha frustrato dall&#8217;inizio della mia carriera era che, quando volevo la simmetria &#8211; perch\u00e9 amo la simmetria &#8211; non riuscivo a trovarla da nessuna parte: se volevo due manichini schiena contro schiena, uno guardava il muro della vetrina e l\u2019altro il vetro &#8230; impossibile. Quindi con Aloof &nbsp;ho voluto figure \u201cgemelle\u201d, simmetriche, per cui possono sedere schiena contro schiena e guardare entrambe nella stessa direzione per esempio. &nbsp;E questa versatilit\u00e0 \u00e8 piaciuta molto a chi ha scelto Aloof poich\u00e9 era possibile fare vetrine che prima era impossibile realizzare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 in questo che la collaborazione \u00e8 sorprendente; Andrea conosce i manichini meglio di chiunque altro e mi ha insegnato tutto ci\u00f2 che so sulla produzione, mentre io conosco alla perfezione il mondo della vetrina e ci\u00f2 che serve. Quando unisci questi due mondi, il risultato \u00e8 sorprendente e molto performante.<\/p>\n\n\n\n<p>Aloof \u00e8 stata acquistata da subito, sin dalla sua prima presentazione, \u00e8 stato fantastico! Ricordo che Andrea mi disse: &#8220;Non preoccuparti se non vende per i primi tre anni, ci vuole tempo&#8221;, ma li vendemmo ancora prima di aver ultimato la collezione. E poi Max Mara li ha lanciati a livello globale e da quel momento c\u2019\u00e8 stato il boom &#8230;!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Entrambi avete un\u2019intuizione impeccabile.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma. <\/strong>Non ho mai strategie. Di solito vado a sensazioni &#8230; &#8220;E\u2019 cos\u00ec,&#8221; lo so e basta<\/p>\n\n\n\n<p>Penso di aver approcciato il settore moda in modo molto diverso. La gente di solito \u00e8 attratta dal brand, dall\u2019aspetto glamour mentre a me non interessa. A me piace lo storytelling, la storia che racconto.<\/p>\n\n\n\n<p>Vivo in questo corpo ogni giorno, per me quello che faccio \u00e8 normale, \u00e8 naturale, non mi interessa davvero quello che dicono gli altri. Mi piace essere dietro le quinte, ed \u00e8 per questo che il mio studio si chiama Chameleon, perch\u00e9 ci siamo ma non ci vedete. La storia che racconto \u00e8 quella del cliente, non la mia. Ognuno ha una storia da raccontare e mi piace scavare perch\u00e9 succede sempre una magia quando la mostri alla gente.<\/p>\n\n\n\n<p>La stessa cosa \u00e8 successa lavorando con Pucci (vedi intervista a Laudomia Pucci, <em>nota del redattore<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Volevo che il forte DNA di Bonaveri e di Pucci si unissero. C&#8217;\u00e8 una storia negli archivi di tutti. Conosco il DNA di Bonaveri perch\u00e9 lavoro a stretto contatto con Andrea, e d&#8217;altra parte sono andata a scoprire il DNA di Pucci. Laudomia mi ha detto che suo padre era un pilota e la sua visione dall\u2019alto ha influenzato la sua creativit\u00e0. E\u2019 cos\u00ec che ha realizzato i primi foulard e io ho raccolto tutte queste informazioni, questi dettagli e li ho messi insieme in modo inaspettato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Perch\u00e9 Emma hai voluto per questa intervista il titolo &#8220;Rendere possibile l&#8217;impossibile?&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma. <\/strong>Perch\u00e9 la maggior parte delle volte quando ho un&#8217;idea, la mia prima reazione \u00e8 &#8220;Oops, sar\u00e0 difficile&#8221;, ma poi vengo qui e Andrea mi guarda e dice &#8220;OK, facciamolo!&#8221; Mi piace il suo coraggio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quindi siete dei perfetti \u201cpartners in crime\u201d?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma: <\/strong>S\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea. <\/strong>Si.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emma. <\/strong>\u00c8 molto rilassato mentre io non lo sono cos\u00ec tanto. Ci stimoliamo l&#8217;un l&#8217;altro, siamo anche molto simili sotto molti punti di vista e ci muove una grande passione per ci\u00f2 che facciamo. E\u2019 anche una questione di gusto e il nostro \u00e8 molto simile. E\u2019 tutto questo che fa funzionare il nostro rapporto. Ho molto rispetto per lui, per quello che fa.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi circondo di persone che mi piacciono, ci deve essere qualcosa in una persona che mi incuriosisce e sintonia, come due bambini che giocano insieme\u2026ed \u00e8 in quel momento che succede qualcosa di magico e la parte adulta scompare.<\/p>\n\n\n\n<p>Tengo a Bonaveri tanto quanto tengo alla mia societ\u00e0. Non \u00e8 solo andare da loro, fare il mio lavoro ed essere pagata, Ci tengo tanto quanto Andrea, forse di pi\u00f9 alle volte! Posso farlo diventare matto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andrea. <\/strong>Ci compensiamo perfettamente perch\u00e9 io ho l&#8217;esperienza e tu la creativit\u00e0. Tu hai la \u201cVision\u201d&#8230; Ogni volta che facciamo un progetto, mi dico &#8220;questo \u00e8 l&#8217;ultimo&#8221;. Ma poi mi rendo conto che \u00e8 solo l&#8217;inizio di qualcosa di nuovo ancora a venire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Emma Davidge e Andrea Bonaveri raccontano come la loro collaborazione e sintonia abbia dato vita a creazioni uniche<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":21370,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"default","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"default","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"default","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[4468],"tags":[4472,4466],"class_list":["post-21393","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-publicate","tag-interview-it","tag-riviste-publicate"],"acf":{"header_video":"","it_post_quote":"Ci sono incontri che hanno la capacit\u00e0 di lasciare segni profondi nella vita delle persone, cos\u00ec come nelle cose, nei luoghi, nella storia delle imprese e, a volte, in quella di un intero settore.","it_post_slider":null,"it_post_gallery":null,"it_collection_related":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/bonaveri.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21393","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/bonaveri.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/bonaveri.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bonaveri.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bonaveri.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21393"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/bonaveri.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21393\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bonaveri.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21370"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/bonaveri.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21393"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/bonaveri.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21393"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/bonaveri.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21393"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}