Si apre in una nuova scheda
Manichino cromato della linea Schläppi Obsession con le braccia sollevate, posizionato contro una parete nera illuminata da strisce di luce bianca.

The Obsession with Schläppi

BONAVERI MILANO, 22 SETTEMBRE 2026

In occasione della Milano Fashion Week, abbiamo rinnovato il nostro showroom Bonaveri Milano con la nuova installazione ‘The Obsession with Schläppi‘. Obsession, creata dalla Direttrice Creativa Emma Davidge nel 2020, è la collezione più giovane della famiglia Schläppi. All’ingresso dello showroom, ad accogliere i visitatori è un manichno Loisir originale proveniente dall’archivio Schläppi. All’inizio del processo creativo, Davidge appese alla parete del suo studio alcune immagini di questo iconico manichino. E’ proprio da questi manichini iconici, creati nel 1967 dall’artista italiano Lorenzo Piemonti, che nasce il DNA di Schläppi.

Piemonti realizzava le sue creazioni nel pieno del movimento “Youthquake”; la collezione Obsession compie così un salto in avanti di un decennio, approdando nel cuore della cultura disco degli anni Settanta. Il design della collezione evolve dalla “Moon Girl” alla “Disco Royalty”. Le finiture metalliche, rese popolari nel 1967 da stilisti come Paco Rabanne e Pierre Cardin, non scomparvero: si trasformarono. Allo Studio 54, quell’estetica metallica e spaziale si traduceva negli abiti fluidi di Halston, che brillavano sotto le luci stroboscopiche.

Lo showroom Bonaveri Milano: manichini cromati su una pedana circolare attorno a un abito rosso, un manichino bianco in primo piano.

“Quando penso a Schläppi, penso a Loisir. Creato nel 1967, Loisir ha rotto gli schemi e ha catturato il movimento ‘youthquake’ come nessun altro.”

Emma Davidge, Direttrice Creativa

La collezione nasce da quattro donne iconiche. Durante la fase di ricerca, gli stessi temi tornavano costantemente: Halston e lo Studio 54. Mettere Diana Ross, Grace Jones, Jerry Hall e Pat Cleveland nella stessa stanza con Halston non significa semplicemente guardare una lista di invitati, ma trovarsi di fronte alle protagoniste che hanno contribuito a definire il linguaggio visivo della cultura disco. Queste donne costituivano la ‘Royal Court’ dello Studio 54. Halston aveva compreso che i suoi abiti non dovevano solo apparire bene in passerella; ma anche sotto le luci stroboscopiche. Pat e Jerry erano le modelle “in prima linea”, capaci di mostrare il movimento degli abiti. Diana e Grace erano le star a cui ispirarsi, che mostravano come quegli abiti prendevano vita nel mondo reale.

Manichino cromato con un braccio alzato fino alla testa, abito rosso e strisce luminose dietro

Davidge ha incorporato nella collezione queste donne, i loro movimenti e le loro pose teatrali, mantenendo il DNA di Schläppi attraverso gli elementi distintivi di Piemonti – il collo proteso e gli arti allungati – e rendendo al contempo le silhouette più contemporanee e adatte alla moda di oggi. Ha inoltre ripreso la dolcezza del volto di Loisir, trasportandone il profilo per proiettarlo in una nuova epoca.

Un’analisi approfondita degli archivi di Halston, ha individuato tre codici identitari che trovano una corrispondenza nell’universo Schläppi e Bonaveri: il colore rosso, l’utilizzo di superfici a specchio e la diversità dei modelli. A partire da questi elementi, Davidge ha sviluppato la direzione artistica dell’ultimo servizio fotografico, articolato in due parti. La prima si concentra sui codici dello specchio e del colore rosso. Per Halston, il riferimento è all’estetica iconica e minimalista del suo studio presso l’Olympic Towers di New York e all’uso del ‘Vermillion Red’, una tonalità che lo stilista rivendicava come propria. Per Schläppi, il richiamo è alla finitura cromata dell’iconica collezione Loisir del 1967, oggi nuovamente attuale grazie al ritorno delle superfici a specchio nel settore. A questa si affianca il “Bonaveri Red”, introdotto nella campagna come richiamo a un colore storicamente legato a Ferrara, città d’origine della famiglia Bonaveri.

Manichino cromato visto di spalle con un abito monospalla rosso drappeggiato; sullo sfondo, strisce di luce bianca.

Il secondo shooting celebra la diversità dei modelli. La sfilata della Battaglia di Versailles del 1973 ha segnato un momento cruciale nella storia della moda, non solo per gli abiti presentati, ma anche per la sua rappresentazione rivoluzionaria della diversità. Halston, insieme ad altri quattro stilisti americani, portò in Francia una selezione eterogenea di modelle, contribuendo a cambiare i canoni estetici dell’industria. Delle 36 modelle portate a Parigi dalla delegazione americana, 11 erano donne nere. Per l’epoca si trattava di una proporzione senza precedenti, soprattutto nel contesto dell’alta moda. Halston fu uno dei principali sostenitori di questa apertura alla diversità, scegliendo spesso modelle capaci di mettere in discussione i canoni tradizionali del mondo della moda. Per Bonaveri, questo rappresenta un codice identitario della maison fin dai primi anni Settanta, quando Romano Bonaveri realizzò la sua prima collezione di manichini caratterizzati dalla diversità. Un valore che ancora oggi rimane al centro dell’identità dell’azienda.

Gli abiti indossati dai manichini sono stati ricreati nell’atelier dell’azienda, traendo ispirazione dalle collezioni d’archivio ‘Grecian Goddess’ di Halston e utilizzando l’iconico jersay drappeggiato in seta dello stilista. La palette cromatica – nero, bianco e rosso – riprende i colori del brand Bonaveri, completando e riportando a compimento il racconto visivo.

Manichino in abito bianco monospalla e occhiali da sole con un braccio alzato, incorniciato da strisce chiare

L’installazione sarà visibile fino a febbraio 2027.
Per fissare un appuntamento e visitare la collezione, contattare lo showroom.

Bonaveri Milano
Via Morimondo, 25a
20143 Milano, Italy

Phone: +39 02 36736030
Email: info@bonaverimilano.com