Un Vero Talento Americano – Intervista a Jason Wu

Nel secondo articolo tratto dal Bonaveri Magazine, Caterina Lunghi intervista lo stilista Jason Wu con sede a New York

Nel secondo articolo tratto dal Bonaveri Magazine, Caterina Lunghi intervista lo stilista Jason Wu con sede a New York

Caterina Lunghi | 17 April 2020

Jason Wu, l’enfant prodige della moda Americana, ha coltivato sin da bambino la passione per l’arte di creare abiti. Fu quando la madre gli regalò la prima macchina da cucire che realizzò le sue prime creazioni per le bambole, utilizzate come fossero manichini. Ed è nella sua infanzia e nei suoi ricordi che ha inizio la sua storia di stilista di successo.

Ed è nella sua infanzia e nei suoi ricordi che ha inizio la sua storia di stilista di successo, alla ricerca costante del dettaglio e della perfezione che rendono i suoi abiti un esempio di eccellenza dell’haute couture.

“La mia filosofia è sempre stata quella di realizzare le mie creazioni partendo da ciò che sento dentro” dice Jason.

Nato a Taiwan, all’eta di 9 anni si trasferisce con la famiglia a Vancouver in Canada, frequenta la scuola in Connecticut negli Stati Uniti e a 14 anni va a Tokyo dove studia scultura, per poi ultimare la sua formazione a Parigi. Nel 2007, a soli 24 anni, si stabilisce a New York dove dà vita al marchio che porta il suo nome. La moda statunitense si arricchisce quindi di un nuovo volto e talento.
Parallelamente, prosegue il suo lavoro da Hugo Boss fino al 2018 come Direttore Creativo per le collezioni donna.

Nel 2009, la foto della First Lady Michelle Obama con indosso un abito bianco di chiffon al Ballo Inaugurale della presidenza del marito alla Casa Bianca fa il giro del mondo. Quel meraviglioso abito è di Jason Wu.
“Ero al settimo cielo. Mi rendo conto di essere una scelta insolita per una First Lady. Non pensavo che fosse ancora il mio momento” dichiarò a Il New York Times.
“A quel tempo, il mio brand era già in tutti i negozi” dichiara Jason Wu a Vogue America, “Questo episodio diede visibilità al mio nome rendendomi famoso, ma c’erano voluti tre anni di grande lavoro prima di arrivare a tutto questo”.

4 anni più tardi, quando la Sig.ra Obama sceglie nuovamente un abito di Jason Wu per il secondo Ballo Inaugurale – un abito rosso in stile vittoriano – Jason Wu è ormai già un nome noto nel firmamento della moda internazionale e riceve moltissimi elogi dalla stampa.

Lo contraddistingue la ricerca dei tessuti più esclusivi – la maggior parte realizzati in Italia e Francia, dove la tradizione sartoriale viene interpretata in chiave moderna – , le stampe uniche che cambiano ogni stagione e la voglia di esplorare sempre nuovi metodi innovativi di produrre; le creazioni ricamate e paillettes cucite a mano sui capi, che possono richiedere fino a 1000 ore. Abiti di chiffon nei toni del grigio, nudo, viola e avorio; organza, tulle, drappeggi, bouquets di cristalli Swarovski; abiti da giorno increspati con stampe botaniche, nonché un abito da cocktail senza spalline in raso o un abito da sera con paillettes … l’alta moda di Jason Wu è un trionfo di bellezza, di trame romantiche e raffinatezza moderna; impalpabile leggerezza e femminilità in abbondanza!

Le tue donne. Da Scarlett Johansson a Gwyneth Paltrow e Diane Kruger, i tuoi abiti incarnano non solo donne bellissime, ma anche sicure e intense – e penso in particolare a Michelle Obama.

Creo abiti per donne che non solo sono molto alla moda ma possiedono anche il certo potere e femminilità. Ho sempre abbracciato la forma femminile. Penso che le donne amino il mio stile perché possono sentirsi belle, sicure, sofisticate e completamente se stesse.

L’immagine di una donna, ma anche il fascino del suo profumo. Il tuo nuovo profumo Velvet Rouge, il messaggio impalpabile di una fragranza …

Il profumo è qualcosa di abbastanza subliminale ma di grande impatto. Un profumo diventa davvero la tua firma, l’espressione della tua essenza. Quando creo, il mio pensiero è che si debba iniziare da elementi che possano dar vita a qualcosa di significativo alla fine. Con la nuova fragranza Velvet Rogue, abbiamo iniziato con Jasmine Sambac, che è un ingrediente chiave nella mia prima fragranza e ha un significato simbolico per la mia infanzia a Taiwan. Abbiamo incorporato rosa pura, ambra dorata e incenso per dare a questa fragranza pienezza e corposità. C’è qualcosa di estremamente sensuale in questo nuovo profumo.

Hai presentato le collezioni Primavera 2019 e Autunno 2019 a New York attraverso la poesia di due allestimenti con busti sospesi realizzati su misura da Bonaveri. Come e quando li hai “incontrati”?

Ho sentito parlare per la prima volta di Bonaveri attraverso Emma Davidge con cui ho lavorato a stretto contatto per molti anni. Sono stato sorpreso dall’incredibile artigianalità e raffinatezza delle creazioni Bonaveri. Bonaveri ha creato busti sartoriali a partire dagli anni ’50, che guarda caso è l’epoca che preferisco in termini di estetica e design. Mi è sembrata la soluzione perfetta per realizzare l’installazione moderna che avevo in mente.

Perché la scelta di un’installazione con manichini e busti invece di una sfilata di moda?

Ho sempre fatto sfilate durante tutta la mia carriera lavorativa. Sebbene io adori l’energia e l’eccitazione di una sfilata di moda, ho voluto adottare un format differente per la stagione 2019. L’idea di togliere tutto e di concentrarmi esclusivamente sugli abiti mi è sembrata originale. Un modo per tornare alle origini e alla ragione per la quale sono diventato uno stilista: realizzare abiti meravigliosi! Attraverso queste presentazioni, mi sono innamorato di nuovo del mio lavoro.

Che mi dici del dietro le quinte di queste presentazioni?

Era importante vedere cosa funzionava meglio sui busti, quindi abbiamo fatto moltissime prove. Ci siamo concentrati sui minimi dettagli. E’ stato particolarmente importante poiché i capi dovevano essere sospesi e visti da vicino. Ogni capo doveva essere realizzato perfettamente.

Un passo indietro. Hai studiato scultura a Tokyo e hai imparato a cucire realizzando abiti per bambole. E in seguito hai anche presentato le tue collezioni “Jason Wu Doll”. Questo è un background molto bello e inaspettato! Immagino che ti piacciano ancora le bambole! Le collezioni?

Ho un archivio di alcune delle mie bambole preferite che ho progettato con Integrity Toys (una società americana che produce bambole innovative, ndr). Per me le bambole sono state fondamentali per apprendere la moda, una base di partenza. La mia prima esperienza di cucito è stata realizzare un abito per la mia bambola quando avevo 10 anni!

Il mio background nell’industria delle bambole, dove ho spesso lavorato sulle loro forme reali con scultori di manichini, mi ha aiutato a dare una componente molto più scultorea ai miei progetti, nonché l’attenzione ai dettagli più piccoli.

Le bambole sono ancora un riferimento visivo per te che forse ti ha portato a scegliere i busti sartoriali per le tue presentazioni anche nei negozi? O sono fuori strada?

Non sei fuori strada perché progettare bambole è stato il mio primo lavoro e quindi tutte quelle parti articolate e ingegnerizzate sono qualcosa a me molto familiare. La finiture in legno, il busto rivestito di tessuto, le parti metalliche dorate erano perfette per trasmettere la componente sartoriale delle mie collezioni. Quei dettagli su misura testimoniano l’eccezionale arte del fatto a mano degli artigiani della Bonaveri.

————- Bonaveri ha collaborato con Jason Wu realizzando per lui busti sartoriali “bespoke” appesi e su base, con e senza testa.

Ogni settimana pubblichiamo una serie di post tratti dal Bonaveri Magazine. La settimana scorsa abbiamo pubblicato l’articlo “The House of Mannequins” con l’intervista ad Andrea Bonaveri. Se l’hai perso o vuoi rileggerlo, clicca di seguito.

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